Infertilità di coppia e inseminazione artificiale dal punto di vista psicologico

Incinta

Con fecondazione assistita si intendono le varie tecniche che servono ad aiutare gli spermatozoi a inseminare l’ovulo femminile in caso di insuccesso con le comuni tecniche, parte di queste tecniche riguardano l’inseminazione artificiale.
Si può far risalire questa tecnica al 1978 quando è nata una bambina (per la prima volta) in provetta.

Come detto in precedenza tra le tecniche di fecondazione assistita esiste l’inseminazione artificiale, ovvero l’inserimento di spermatozoi maschili (che possono essere del compagno ufficiale della donna oppure di un altro uomo) nei canali genitali femminili.

Altra tecnica consiste nel portare nelle salpingi della donna spermatozoi maschili ed anche gli ovuli.

Esiste poi quella che viene denominata la fecondazione assistita in vitro, la differenza fondamentale tra questa procedura e quella suddetta sta nel fatto che gli embrioni non vengono fatti crescere nell’ambiente genitale femminile, bensì in provetta.
A differenza della tecnica precedente questa tecnica non brilla certo per semplicità, (nonostante sia egualmente valida), apportando una certa macchinosità (scusate il temine) in quella che dovrebbe essere, e che purtroppo non è, una situazione semplice e naturale.
In poche parole in provetta si uniscono i gameti (della donna e dell’uomo) e in seguito si inseriscono gli embrioni nell’utero femminile.

Non  è tutto, in aggiunta a quanto sopra la donna riceve trattamenti con farmaci e ormoni specifici, atti ad agire sulle ovaie, oltre ad esami e altre terapie, comunemente a livello giornaliero.
Dopo circa un giorno e mezzo si aspirano gli ovuli femminili, e dopo circa un’altra mezza giornata o poco più, si procede all’inseminazione (sempre in vitro), poi gli embrioni vengono inseriti nella donna, nel suo utero o nelle salpingi.

L’agopuntura: una terapia naturale per l’infertilità

Recentemente si è scoperto che la percentuale di successo delle tecniche che abbiamo descritto può essere incrementata in modo significativo con una terapia che è una vecchia conoscenza: l’agopuntura. Vecchia lo è di sicuro, vantando almeno 2400 anni di storia, e ben conosciuta oramai da quasi tutti i popoli del nostro pianeta, non solo cinesi come si potrebbe pensare. I principi della Medicina Tradizionale Cinese, di cui l’agopuntura fa parte, sono contenuti in un testo scritto tra il 453 e il 222 avanti Cristo, ma probabilmente questa disciplina è molto più antica, essendosi sviluppata nell’ambito della medicina sciamanica con l’intento di scacciare i Demoni che erano penetrati nell’organismo e che rappresentavano la causa delle malattie.

Nell’antichità, per conseguire tale obiettivo, si usavano oggetti appuntiti in grado di pungere la cute, quali ossa di animali e schegge di pietra, non certo i sottilissimi e sofisticati aghi che oggi vengono usati in agopuntura, capaci di garantire una stimolazione degli agopunti praticamente indolore e senza alcun effetto collaterale. Nella storia dell’umanità miliardi di persone sono state curate con successo con l’agopuntura, dai cinesi agli egizi agli abitanti del Sud America, ma quello che pochi sanno è che recentemente l’agopuntura è usata proprio a supporto della Procreazione Medicalmente Assistita. A tal proposito, bisogna sapere che tra i principi fondanti della Medicina Tradizionale Cinese vi sono le leggi dello yin e dello yang, in modo che tutto ciò che esiste può essere classificato in yin e yang, a seconda delle sue qualità: ad esempio, l’attributo maschile è yang, mentre quello femminile è yin.

Il medico che usa l’agopuntura tiene conto di tali leggi, e questo è particolarmente rilevante in una patologia come l’infertilità che spesso affonda le sue radici in una disfunzione che interessa la coppia – e quindi l’unione dello yin e lo yang  – piuttosto che l’uomo o la donna considerati come entità singola. In effetti, soprattutto nei tempi moderni dove le coppie cercano una gravidanza sempre più in là negli anni, spesso ci troviamo di fronte ad una riduzione della fecondità tanto della donna quanto dell’uomo,  per cui è importante, ai fini di un concepimento naturale, intervenire su entrambi: pertanto la Medicina Tradizionale Cinese, e l’agopuntura in particolare, sono particolarmente adatte.

I benefici dell’agopuntura sono stati studiati scientificamente negli ultimi anni, e si è scoperto che questa terapia agisce in tutte le fasi e a tutti i livelli del concepimento, basti pensare ai trattamenti con agopuntura di nausee o ipermesi gravidiche.

Innanzitutto elimina le risposte di stress e l’ansia patologica, che spesso affliggono la coppia che non riesce ad avere una gravidanza. Regola poi la produzione di ormoni a livello dell’ipotalamo, dell’ipofisi e delle gonadi, favorendo l’ovulazione e rendendo ottimale l’endometrio dell’utero.  In questo modo anche la fase di annidamento della cellula uova fecondata può svolgersi in modo altamente favorevole e naturale. L’agopuntura migliora inoltre i parametri del liquido seminale dell’uomo, aumentandone la capacità fecondante. Tutte queste azioni aumentano le probabilità di un concepimento naturale, e questo è molto utile soprattutto nelle coppie più giovani, dove apparentemente non vi sono problematiche organiche particolari alla base dell’infertilità, bensì stati di stress e squilibri emotivi particolarmente pronunciati. In altri casi – tra cui l’età della donna al di sopra dei 35 anni – può essere indicato la Procreazione Medicalmente Assistita: anche in questo caso l’agopuntura incrementa le probabilità di successo, con i meccanismi suddetti, tra cui particolarmente significativi sono gli effetti ansiolitici e antistress, in considerazione del fatto che nella coppia che affronta tale percorso spesso insorgono alti livelli di tensioni psicologiche ed emotive, che possono a loro volta ostacolare tale percorso.

Le polemiche sulla procreazione artificiale

Per quanto queste procedure siano utili come mezzo di inseminazione artificiale e procreazione artificiale, non mancano le polemiche sui soggetti appena citati.
Si può parlare di violazione della privacy di coppia o di trattamento invasivo della figura della donna.

Se però si è giunti a dovere usare la scienza medica per risolvere dei problemi che normalmente non dovrebbero sussistere, in una coppia desiderosa di avere figli, la questione non dovrebbe avere particolare rilevanza.
Altro discorso riguarda l’uso di spermatozoi o di ovuli esterni alla coppia, sempre a scopi di inseminazione artificiale e di procreazione artificiale, che pone questioni potremmo dire filosofiche o morali.
Ovvero chi sono i padri o le madri effettivi del futuro bambino? Chi ha donato gli spermatozoi o gli ovuli? Oppure coloro che cresceranno questo figlio della scienza? Sarebbe giusto che i genitori, in questo caso non effettivamente biologici, vengano a conoscenza di chi ha fornito i mezzi effettivi della procreazione? E se si perché?
Questo potrebbe essere riconducibile allo stato di salute di costoro, ma se questa azione di inseminazione artificiale e procreazione artificiale viene effettuata tramite strutture mediche, ciò dovrebbe già essere stato controllato. Se poi si vuole conoscere la personalità di colui (o colei) che porterà alla nascita del futuro bambino, si potrebbe tranquillamente dire che ciò esula dallo scopo principale dell’azione, ovvero avere un figlio. Il donatore o la donatrice non instillerà certo parte della sua personalità nel futuro nascituro perché ha donato spermatozoi od ovuli.